Patrizia Torchio

Direttore Artistico REBUM ART

Fra le pagine più intense ed emozionanti della storia dell’arte degli impressionisti sicuramente grande attenzione spetta all’incontro e all’amicizia fra Vincent Van Gogh e Paul Gauguin.

I due pittori vissero per un breve periodo insieme ad Arles, proprio per condividere con altri artisti il difficile sentiero della pittura.

Vincent felice di convivere con l’amico, sistemò lo studio con l’intenzione di condividerlo in ogni momento con Gauguin.

“Tutto sarà una sinfonia in blu e in giallo”, affermò il pittore con la speranza di creare una collaborazione che non avrebbe più avuto eguali nella storia dell’arte.

Ma la convivenza durò lo spazio di due mesi: fra i due pittori ben presto cominciarono a crearsi divergenze inconciliabili.

I loro giudizi sull’arte contrastavano più di quanto loro stessi potessero immaginare , e le loro forti e complesse personalità contribuirono a far nascere il loro traumatico distacco .

Le riproduzioni di Gauguin e Van Gogh di Gian Mario REGGE , medico-artista grande estimatore degli impressionisti, ci permettono di ammirare le affinità della pittura di questi Maestri che si riscontrano prevalentemente nell'importanza che in entrambi assume il colore come strumento d'espressione delle emozioni, dei sentimenti, dei simboli della vita.

Inoltre è evidenziata anche la differenza tra Gauguin, che cerca in mondi lontani un paradiso perduto e Van Gogh, che vive la propria ricerca estetica come un'impresa titanica che lo porterà alla tragica morte ma anche al superamento dell'arte tradizionale.

GAUGUIN E VAN GOGH : AMICI

da EXIBART del 2 febbraio 2010

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TORINO SETTE

Settimanale de " la Stampa " Torino

Gian Mario Regge, medico e pittore, noto per la sua partecipazione convinta e colta di studio della tecnica pittorica degli impressionisti e del risultato cromatico finale, torna con una nuova personale dedicata al celebre pittore fiammingo da cui traspare tutta la differenza tra una copia, un “ falso d’autore “e quello che lui produce cioè un’opera di trascrizione frutto di quella che è già stata definita “ l’interpretazione creativa” che riporta sulla tela la magia del colore.

La stessa magia di Van Gogh.

Il suo trascrivere è carico di energia, di sensibilità, di emozioni: è una condivisione della ricerca di ritrovare paesaggi interiori e condizioni dell’anima attraverso l’espressione pittorica di Van Gogh.

VANGOGH ALLA SMARRITA


NOVEMBRE 2009

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TORINO SETTE

Settimanale de " la Stampa " Torino


“Ciò che l'arte oggi vuole e che un ‘ opera sia violentemente viva, di voce alta nei colori, di esecuzione smagliante , tutti i colori che l'Impressionismo ha messo di moda sono cangianti, ragione di più per impiegarli, il tempo non farà che addolcirli “.

Queste parole di Vincent Van Gogh sono la conferma del dipingere di Gian Mario Regge.

Medico – pittore noto per la sua partecipazione convinta e colta di studio della tecnica pittorica degli impressionisti e del risultato cromatico finale . Ammirando un suo quadro Van Gogh veniamo inebriati dalla sensibilità , dalle emozioni e sensazioni che rendono la sua espressione vitale, esuberante , gioiosa. Tutto questo è la “l'interpretazione creativa” dell'artista che descrive sulla tela la magia del colore.

Nuove opere nell’artista fiammingo vengono presentate al pubblico in occasione di questa mostra.

OCCHIO C'E' VANGOGH

3 Aprile 2009

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Redazione EXIBART

Nessuna forma d'arte può essere riprodotta come l'arte figurativa. Le “copie d'autore” di Gian Mario Regge non sono una pedissequa riproduzione dei “grandi” maestri della tela, ma una trasposizione in cui l'autore elabora personalmente, affiancando alla precisione rigorosa del segno grafico, la sperimentazione della sua peculiarità nella stesura cromatica, espediente espressiva che ne esalta l'opera.

Rinascimento: Botticelli, Michelangelo, Raffaello

NOVEMBRE 2008

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Patrizia Torchio

Direttore Artistico REBUM ART

La personale di Gian Mario REGGE si offre come interessante incontro con l’opera di un artista piemontese immersa da oltre vent’anni in un’intensa ricerca espressiva attraverso la lettura dei “grandi”. La sua presenza a numerose rassegne, mostre e concorsi testimoniano il desiderio di un costante dialogo con il pubblico attraverso la condivisione nel ritrovare paesaggi interiori e condizioni dell’anima nell’espressione pittorica di Van Gogh .

La sua produzione,sia personale sia delle copie d’autore,è una ricerca attenta di effetti cromatici permeati di luce che ci introducono in una dimensione magica.

La stessa magia che si ritrova ammirando le opere dell'artista fiammingo.

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Roberto Antonetto
Giornalista Rai studioso di arti figurative

Che cosa spinge un rispettabile ed affermato medico a copiare quadri di celebri autori? Che Gian Mario Regge sappia manovrare in proprio pennelli e colori, non v’e dubbio: allora, perche l’imitazione e non l’invenzione? Conoscendo un po’ Regge, dottore e pittore, credo che si tratti nello stesso tempo di un atto d’amore verso la grandezza tutt’altro che inimitabile dei maestri, e di una ironica e giocosa sfida. Ripercorrere sulla tela i sentieri del disegno e le trame del colore tracciati dal pennello di Botticelli o di Gaugin e un modo di rivivere dall’interno la gioia e la pena di quelle creazioni, celebrandole con una immedesimazione ignota al puro e semplice spettatore di un’opera d’arte: quest’ultimo puo trarne emozioni infinite ma non il senso di fratellanza che probabilmente prova l’imitatore. E poi, vuoi mettere la gioia di regalare ai nostri tinelli un Degas partorito con metodi naturali, vale a dire da un pennello (e non sottilizziamo troppo sul padre!), anziche dalla provetta, cioe da un torchio tipografico? Insomma, un autentico falso.Sia ben chiaro: onesto e sorridente copista, il nostro. Nulla a che vedere con il falsario, figura losca quanto grandiosa, e-vogliamo dirlo? - affascinante. Neppure un incallito moralista potrebbe evitare di estasiarsi di fronte ad un Hans Van Meegeren, il piu grande falsificatore di ogni tempo, che dipingeva Vermeer come Vermeer stesso rinato a distanza di secoli, beffando critici infallibili e spocchiosi, gli stessi che lo avevano stroncato come mediocrissimo pittore, e gabbando anche Goering, l’”artista” del Reich. Legga, chi vuole concedersi un viaggio in un mondo temibile e sbalorditivo, «Falsi e falsari» di Otto Kurz, un classico della storia della falsificazione artistica. Non troveremo mai Gian Mario Regge in uno di questi trattati. Ma non gli sara capitato qualche volta di abbandonarsi ad un sogno segreto, quello di reinventare un grande pittore, anziche copiarne un’opera arcinota? E di farlo cosi bene da ingannare qualche padreterno della critica e del mercato artistico? Se cosi fosse, sarebbe difficile trovare qualcuno che gli scagli la prima pietra. Non certo chi si diverte a scrivere queste righe, come Regge si e divertito a proporci pezzi di museo anziche pezzi da museo. ( ( Torino -Aprile 2006 )

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Giovanna Pentenero
Assessore all'Istruzione-Formazione professionale
Regione Piemonte

Nessuna forma d'arte puo essere riprodotta come l'arte figurativa. Le “copie d'autore” di Gian Mario Regge non sono una pedissequa riproduzione dei “grandi” maestri della tela, ma una trasposizione in cui l'autore elabora personalmente, affiancando alla precisione rigorosa del segno grafico, la sperimentazione della sua peculiarita nella stesura cromatica, espediente espressiva che ne esalta l'opera.
Regge attraverso i suoi quadri non solo ricorda i famosi “colleghi” nell'opera, ma anche nella forza del ductus pittorico. Osservando un quadro del nostro, vengono in mente le parole di Van Gogh :” Cio che l'arte oggi vuole e che un opera sia violentemente viva, di voce alta nei colori, di esecuzione smagliante , tutti i colori che l'Impressionismo ha messo di moda sono cangianti, ragione di piu per impiegarli, il tempo non fara che addolcirli “.
Regge ne e conferma nelle sue esecuzioni : la sua partecipazione convinta e colta di studio della tecnica pittorica ,e il risultato cromatico finale . Ammirando un suo quadro di Monet o di Van Gogh veniamo inebriati dalla sensibilita , dalle emozioni e sensazioni che rendono la sua espressione vitale, esuberante , gioiosa. Tutto questo e la “l'interpretazione creativa” dell'artista che descrive sulla tela la magia del colore.

(Torino-Luglio 2006)

Maria Piera Genta
Assessorato Cultura Regione Piemonte

 

Fiorella Cesana Romagnolo
Evento Richard Ginori

Gian Mario REGGE segue due filoni di espressione: produce opere di personale ispirazione e “trascrive” quelle dei Grandi. Non a caso viene usato il verbo trascrivere e non copiare. L’autore, infatti, non riproduce in maniera pedissequa, fredda, fotografica un quadro di Van Gogh o di Monet, ma trasfonde la sua sensibilità sulla tela cosi che l’opera, pur nella chiara possibilità di identificazione, si presenta con una forza espressiva ed una carica naturale che la vivificano e la rendono si traduzione aderente al tema, ma palpitante di vita. I “falsi” d’autore del Regge hanno, dunque, un loro valore intrinseco per il contenuto interpretativo e per l’attenzione alla tecnica pittore che l’autore pone nell’esecuzione dell’opera.

(Torino, maggio 1990)

 Dal 2000, l’autore riproduce con grande abilità  plastici di monumenti architettonici in scala e una particolare attenzione  e cura storica viene rivolta alla ricostruzione di alcune piccole e grandi  città  piemontesi del 1700 ( Torino e  Vercelli ).

( Torino,aprile 2006)

LA STAMPA-EDIZIONE LIGURE

La personale di Gian Mario REGGE si offre come interessante incontro con l’opera di un artista piemontese immersa da oltre vent’anni in un’intensa ricerca espressiva attraverso la lettura dei “grandi”. La sua presenza a numerose rassegne, mostre e concorsi testimoniano il desiderio di un costante dialogo con il pubblico attraverso la condivisione nel ritrovare paesaggi interiori e condizioni dell’anima nell’espressione pittorica di un Van Gogh o di un Botticelli.
La sua produzione,sia personale sia delle copie d’autore,è una ricerca attenta di effetti cromatici permeati di luce che ci introducono in una dimensione magica.
La stessa magia  che ritrova un giocatore su un campo da golf.

(San Remo-Agosto 2006)